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Azuela

A Santorini una casa è scomparsa più di un secolo fa. Si nasconde dentro al labirinto di costruzioni quadrate bianche e azzurre che contraddistinguono l’isola. Tempo fa andai a consultare una chiromante per affari amorosi e, dopo aver letto un giro di carte mediocri, prese le mie mani fra le sue per spiarmi le linee del palmo. Poi, con le rughe tristi del viso, mi raccontò la storia di donna Azuela, come fosse affine alla mia. Dovevo prestarle ascolto, ormai avevo compiuto trent’anni e non trovavo marito.

Azuela si era innamorata di un viaggiatore e aveva così tanto amore per lui che rimase ad aspettare il suo ritorno. Stava in casa, notte e giorno, con lo sguardo appeso alla finestra e al mare fuori. Con gli occhi lo cercava fra i pesci e le stelle marine, nelle grandi navi che solcavano l’orizzonte.

Un giorno, per smorzare la solitudine, prese con sé due molossi neri come la pietra lavica. Uno aveva gli occhi blu del viaggiatore, l’altro d’un giallo morbido come il miele del suo amore. La protessero da tutto, salvo che dalla sua follia amorosa. L’uomo non fece mai ritorno e ancora adesso le malelingue bisbigliano che Azuela si gettò dalla stessa finestra a cui per tanto tempo aveva appeso lo sguardo.

Quella notte sognai due molossi a difesa di una casa che non avevo mai visto. Mi fissavano, con forza, da un cancello azzurro tutto ghirigori. Li continuai a sognare ancora per molte settimane. Le malelingue dicono ch’io non sia riuscita a trovare marito e per questo mi sia lasciata cadere da un dirupo.

Invece, la notte in cui non ebbi più sogni, sgattaiolai via dall’isola. E credo che Azuela, molto tempo prima di me, abbia fatto lo stesso.

Adesso, due molossi fanno la guardia al mio cancello celeste, molto, molto lontano da Santorini.

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