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Cine Avenida

TITOLI DI CODA.

L’edificio del Cine Avenida è stato abbandonato molti anni addietro. I muri sono scrostati e odorano di muffa, l’aria è fatta di polvere. Salgo piano, con leggerezza, queste mie scale. Il primo piano è il più desolato, buio e triste, un luogo che i vandali, i ragazzacci del quartiere, hanno depredato della poca bellezza che gli rimaneva. Al secondo piano, invece, intravedo una luce. È ancora nebbiosa e faticosa da respirare, certo, ma ricorda vagamente lo spazio di quel meraviglioso vecchio cinema. Salgo ancora le scale e il terzo piano è miracolosamente intatto, le pareti sono bianche e il sole entra così forte e grintoso, mi sembra di stare in una sala da ballo.

Mi guardo intorno, finalmente in pace.  Ad ogni scalino sono più libera. La terrazza guarda tutta la città; pare che da qui ogni angolo sia limpidamente visibile, lucido. Questo Messico corrotto che non si ribella, che vive di stenti, che demonizza la sua gente.  Dove le donne sono plastilina da modellare e buttar via. Esattamente come hai fatto tu con me.

Qui in Messico, prima di crescere, siamo già tutte morte.

Amore, prima di saltare nel vuoto ti ho lasciato un messaggio, scritto con le lettere rosse di quello che è sempre stato mio cinema preferito. Il Cine Avenida. 

-Ti dice addio questa orribile, disgustosa donna, che da sempre hai odiato-



Teresa Margolles, Recados póstumos (Cine Avenida)

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