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Nick’s Big Train Bar

Una ragazzina, avrà forse quindici anni, sfoglia le fotografie del padre. L’album è vecchio e cartonato. Ogni pagina contiene una foto, protetta da sottilissima carta velina. 



-Papà, questa foto è tutta buia e non si vede niente – 



-Quello è il Nick’s Big Train Bar, un posto magico a New Orleans. Il bar è stato aperto, pensa, nel 1918 e Mr. Nick, il proprietario, era pazzo per i treni- 



-Io non ci trovo nulla di speciale. C’è un uomo che beve appoggiato al bancone. E poi una donna laggiù in fondo. Gli sgabelli rossi e l’aria scura – 



-C’è chi in questo bar c’è passato una volta sola, c’è chi c’ha passato la vita. Era un posto dove sentirsi al sicuro. Lo sai che le persone spesso si sentono sole? Da Mr. Nick non succedeva mai, riempivi tutte le solitudini. E i drink avevano un sapore speciale – 



– Com’è che si riempiono le solitudini? – 



-Questo potrai dirmelo soltanto tu, se mai avrai voglia di scoprirlo – 



-Quando andrò in l’America allora passerò dal bar! –

-Tesoro, il bar è stato spazzato via dall’uragano Katrina. Esiste solo in quella foto, adesso –



Jim Dow, Nick’s Big Train Bar New Orleans

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