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Siamo tutti Coca Cola

Di quella volta in cui mi sono resa conto che, anche se non mi è mai piaciuta, la Coca Cola si è incollata a quasi tutti i miei ricordi.

La nostra vita è Coca-Cola,

fredda nella gola

di un ordine

che non abbiamo mai voluto.

[Modena , Venditti]

Oggi racconto di Coca Cola, perché ormai è un secolo in cui è diventata intramontabile protagonista delle nostre vite. Fin da piccoli ci siamo abbeverati del liquido che fa frizzare lingua e stomaco, sfido chiunque, da nord a sud, a non aver chiesto alla mamma, Per favore, possiamo comprare la Coca Cola. Non so se ricordate le feste ai tempi delle scuole elementari; animatori invasati, padri vestiti da clown e tavolate straripanti di patatine, panini e immense bottiglie di Coca cola. Tutti, ma proprio tutti, anche chi da adulto la disdegna, possediamo ricordi imbevuti di Coca Cola.

Com’è possibile?

La ricetta, la primissima, fu scritta nei diari del farmacista suo inventore John Pemberton come rimedio al mal di testa e conteneva:

  • Estratto fluido di Coca; tre sedicesimi di oncia
  • Acido citrico; 3 once
  • Caffeina; 1 oncia
  • Zucchero
  • Acqua; 2,5 galloni
  • Succo di lime; 2 pinte e un quarto
  • Vaniglia; 1 oncia
  • Caramello; 1,5 once o più per colorare

Ed ecco l’ingrediente 7X: 8 once di alcool, 20 gocce di olio di arancia, 30 gocce di olio di limone, 10 gocce di olio di noce moscata, 5 gocce di coriandolo, 10 gocce di neroli (arancio amaro), 10 gocce di cannella

Ma non può essere solo questo miscuglio di noce moscata, caramello e bollicine, ad averla resa la regina indiscussa dei soft drink. Fattura circa 22 miliardi di dollari l’annodetiene il 50% del mercato globale delle bevande gassate, produce 400 marchi differenti acquistabili in 232 nazioni ed è il logo più famoso al mondo. E perdio, se proprio dobbiamo dirla tutta, Coca Cola è la seconda parola al mondo dopo O.K.

Altre curiosità? Si dice che durante la seconda guerra mondiale, nell’Offensiva delle Ardenne,  un sacerdote in mancanza del vino consacrò della Coca Cola. A Lille, in Francia, il 27 novembre del 1990 un bambino di sei anni uccise la madre con un fucile per non avergli concesso un bicchiere di Coca Cola. Ancora, le trasmissioni radiofoniche dell’impero giapponese proclamavano “Con la Coca-Cola abbiamo importato i germi del male della società americana”. E non molti anni dopo il Giappone diventò il maggior consumatore di Coca Cola del continente asiatico. Senza contare che, proprio a giugno 2018, la divisione nipponica della suddetta bevanda ha lanciato la sua prima Coca Cola Clear; chi non desidera provare questa versione completamente trasparente, senza coloranti e calorie?

Come se già non andassimo in visibilio nell’acquistare una Diet Coke, Coca Zero, senza grassi, quasi senza bollicine e lattina. Ci mancava solo quella trasparente.



可口可樂日本將於6月11日推出透明汽水Coca-Cola CLEAR。(圖片來源:可口可樂日本官網)

La verità, che vi garbi o meno, è che siamo rivestiti di Coca Cola fino alle mutande. Da più di 100 anni il seme Coca Cola è stato piantato, per poi attecchire miracolosamente e non andare mai fuori moda pur rimanendo  , più o meno, sempre lo stesso. La Coca Cola è indissolubile perché portatrice dei valori dell’epoca di turno e le sue campagne marketing sono geniali. Coca cola si è infiltrata ovunque; nelle nostre case, a lavoro, nel tempo libero, nei nostri Natali sotto l’albero, nei nostri momenti sportivi, insomma, a 360 gradi nelle nostre vite. Slogan famosissimi come “Hilltop”, del 1971, girata sui colli di Roma (da qui il suo nome) con il titolo originale di“I’d Like to Buy the World a Coke”, in italiano tradotto con “Vorrei cantare insieme a voi”, ancora rimane ancorato alla memoria contemporanea.

Ph Doyouremember.com

Se doveste immaginare Babbo Natale che si tuffa nel caminetto il 24 dicembre, gli dareste esattamente le forme e i colori di quello che Coca Cola ha disegnato per voi. Oppure, anche voi potreste essere una di quelle persone che sullo scaffale del supermercato ha cercato la bottiglia di Coca Cola con il proprio nome e che poi hanno #condivisounacocacola su twitter, facebook, instagram e qualche altra diavoleria social. 

Per non parlare della campagna Bacia la felicità in cui celebrità super famose bevono proprio Coca Cola. E non avete idea di quanti milioni di persone, in cento anni di lunga vita, abbiano baciato la riconoscibile etichetta rossa e bianca. Marilyn Monroe, Elvis Presley, Ray Charles. Perché la Coca Cola non ha preferenze, non discrimina, ma anzi rende comuni mortali e idoli, brutti e belli, tutti uguali. La campagna in seguito si è evoluta in #Daiunbacio, quindi cosa fare? Si compra una bottiglia con il nome del proprio lover, ci scattiamo un selfie, e in ultimo, ma non meno importante, condividiamo il momento sui social.



Elvis Presley – Alfred Wertheimer/ Getty Images – In pausa durante le riprese negli RCA Victor’s Studio 1 di New York nel 1956.

Per chi invece di amore ne vede poco ma vorrebbe uscire dalla maledetta #friendzone, troviamo il Friendly twist. Portando avanti la campagna di “rottura del ghiaccio”, la vostra bottiglia di coca cola può essere aperta solo stappandola con un’altra bottiglia. Quindi, o trovate un estraneo che vi faccia compagnia, oppure di bottiglie ve ne comprate due alla volta.

In Indonesia e Thailandia, sempre perché la Coca cola conosce i suoi polli e desidera amarli tutti, ma proprio tutti, è nato il progetto #2nd Live per educare i consumatori alla salvaguardia dell’ambiente. L’idea è quella di trasformare le bottiglie di plastica in oggetti utili. Vengono distribuiti sul marcato 16 tipologie di tappi che, avvitati su una bottiglia da riciclare diventano un fischietto, un pennello, un temperamatite, uno spruzzino per detersivi, uno spargi pepe etc.

La realtà nuda e cruda è che la Coca Cola ha saputo intrufolarsi dentro alle nostre necessità, le nostre voglie, i nostri desideri. Ha stappato amore e happiness a volontà e ci ha detto di crederci per davvero.

E bisogna riconoscerlo, glielo abbiamo lasciato fare. Di certo si offre in modo sempre nuovo e carismatico, si propone in versione ipocalorica, lattine mini, gusti per ogni gusto, parla qualsiasi lingua e a tutte le classi sociali. Nonostante la compagnia della Coca Cola e suoi dirigenti siano stati accusati di evasione fiscale, frodi, assassini, torture, minacce e ricatti a lavoratori, sindacalisti, governi e imprese, persino di allearsi con eserciti e gruppi paramilitari in America latina, noi ci tappiamo le orecchie e il bibitone favoloso deve essere sempre a portata di mano. A prescindere da chi siate e cosa facciate, vi sta sempre intorno. E non potete farci nulla, e non vogliamo farci nulla.

Il mondo Coca Cola è stato costruito con cura, premendo instancabilmente sull’idea che questa aiuti a socializzare, sentirsi felici e a proprio agio, meno soli, avere una chance in più, essere cool. A noi esseri umani, questo mondo costruito sulle favole colorate rosse e bianche, sulle soluzioni facili per sconfiggere la timidezza, cercare il nome del nostro #amore sullo scaffale del supermercato, è piaciuto e continua a piacerci.

Forse un giorno smetteremo di credere alle favole di chi ci vuol comprare, un giorno che non è di certo oggi (e sicuro neppure domani).

Adesso arriva l’estate, come non immaginarsi su una spiaggia, sotto al caldo focoso, stappando una Coca ghiacciata?

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