Loading...

Codici Sorgenti

Vieni a dare un occhio (sul mare)

La mostra CODICI SORGENTI, Visioni Urbane e Contemporanee,è stata inaugurata a Catania il 17 dicembre 2015, per concludersi il 18 gennaio 2016.

A metà dicembre mi ritrovo a Catania. Ho sentito raccontare della mostra da amici coetanei, molti dei quali ben di rado metterebbero piede in un museo, oppure da gente più grande che, discutendo di “Street art”, porterebbe come esempio solo i disegni zozzi, nomi e cuori stitici che impestano e abbrutiscono le mura delle città. Eppure, a sentire le recensioni, gli stessi reticenti e gli scettici criticoni, s’infervoravano subito gesticolando con le mani, entusiasti, cercando di descrivere all’interlocutore i colori vivi, le figure, le impressioni suscitate. Cosa ha spinto la gente ad appassionarsi?



Palazzo della Cultura, Catania www.siciliapress.com 

Palazzo Platamone, o Palazzo della Cultura, ha la sua sede in pieno centro storico a Catania, in Via Vittorio Emanuele II, alle spalle del Duomo. Mi ritrovo a visitarlo in una sera calda di dicembre, senza alcuna fretta, convinta di trovarlo semivuoto, nonostante si trattasse de “La notte dei musei”. Invece, dopo aver fatto il biglietto, mi guardo intorno, sono le nove, ed il museo è incredibilmente pieno. Il Palazzo si presta benissimo ad accogliere l’Arte, è uno dei più antichi e lussuosi della città; l’elegante cortile interno circondato dagli archi, le sale ampie e squadrate, le volte ricche di affreschi, le teche di vetro a protezione di sculture fragili, il resto delle opere invece poste al centro, imponenti, invadenti in mezzo alle stanze. Quadri che si susseguono uno dopo l’altro come un racconto, incastrati al punto giusto. Un misto di colori violento che colpisce, entusiasma, fa sgorgare emozioni limpide. Ma non solo. Figure tridimensionali, teste d’uomo e fili appesi, sculture mostruose eppure umane.



Roa, Owl(spray, acrilici, porte recuperate, specchio)

Tutte le aspettative vengono, incredibilmente, superate. Si tratta di una potente full immersion, restando a bocca aperta di fronte a sessanta artisti provenienti da quattordici paesi, più di 100 capolavori delle più importanti collezioni private internazionali, ammirate in ogni dove e, soprattutto, da qualsiasi tipo di pubblico, senza distinzione alcuna. L’Arte senza razza, classe, educazione, che sfida e sventra ogni categoria sociale.

Un dardo scoccato direttamente al cuore.



A sinistra Seth (FR) — Escape, 2015, spray e acrilici su lastra di zinco rivettata recuperata dai tetti di Parigi, tessuto, sbarre d’acciaio. A destra 108(IT) — Porno, 2014, spray e acrilici su tela. Redazione Art Vibes ph.

Si racconta di arte urbana contemporanea spaziando dagli anni ’80, New York e i Graffitisti del Bronx agli anni 2000, Europa USA: gli Urbanisti. Gli anni ’10 del nuovo millennio segnati da Internet: i Globalisti. La mostra raccoglie tre sezioni, ripercorrendo, attraverso i suoi maggiori e significativi talenti, l’esperienza artistica dell’urbanizzazione degli ultimi trent’anni. Ci ritroviamo ad ammirare leggende di una New York anni ’80 come Rammellzee, Futura2000 o Dondi White, a urbanisti come Vhils, Obey, Invader, 108, Swoon, Sten-lex, Moneyless che nel 2000 aprono la strada alla Street art che conosciamo oggi, per arrivare ad ammirare Interesni Kazki, Alexis Diaz o Jaz, i Globalisti.

Pensate sia tutto qui?

Ebbene, la mostra non termina al Palazzo. Bisogna prendere l’auto, o un mezzo pubblico se vi riesce, e farsi un giro al porto. Li vedrete gia` dalla strada, a bucare il cielo, gli otto silos immensi. Quelli che adesso non vestono più il verde scialbo e arrugginito degli anni passati. Adesso, da un anno, sono straripanti di colori, di storie, di tutto il meglio che l’uomo, con la sua arte, riesce a fare. Troverete, per esempio, Ulisse impegnato a ingannare Polifemo. Occhi colorati e fiamme esoteriche. I disegni riempiono le facciate interne, quelle visibili dalla strada. Infine, proprio perché il dessert si gusta in ultimo, se oserete spingervi dalla parte del mare, vi ritroverete coinvolti nel murales di Alexandre Farto, in arte Vhils- conosciuto in tutto il mondo per l’unicita` e le tecniche sperimentali della sua Street art: due occhi enormi sul mare. Un graffito di 200 metri, creato sulla facciata esterna degli otto silos, visibile da grande distanza. Simbolo di cosa? Accoglienza, pace, quiete, conforto, protezione. Tutto ciò che, in questi anni, l’uomo sembra aver perduto o dimenticato. Per chiunque arrivi dal mare, quei due occhi sono un porto sicuro. L’immagine è incredibilmente suggestiva, circondata dal blu più profondo, dalle barche, dalle gru colorate e arrugginite, dalle reti da pesca attorcigliate.

La Street art, quella che si discosta dai disegni zozzi sui muri, diventa emozione violenta. Inorgoglisce il paesaggio giallo dell’isola, arriva a chiunque abbia la possibilità di riempirsene gli occhi, un tipo di arte immediata, senza fronzoli, che tiene il passo con il nostro futuro incerto, veloce, incontrollabile.

Riempitiva, potente, sconvolgente.



Venite a dare uno (due) occhi sul mare.

You might also like

No Comments

Leave a Reply